Lettera aperta per le regional: ecco le risposte...
Elenchiamo le risposte avute alla nostra lettera aperta inviata ai candidati alla tornata elettorale delle regionali. Le elenchiamo in rigoroso ordine alfabetico, astenendoci da troppe considerazioni, che rimandiamo al prossimo futuro. Non possiamo però non rilevare come non ci siano risposte dallo schieramento di centro destra;
come dagli esponenti della maggioranza che ha governato fino ad ora, che annovera anche molti nomi noti di politici falconaresi, non si hanno avuto risposte;
come solo uno tra tutti i candidati cittadini abbia partecipato a questo piccolo momento di ascolto e democrazia;
come nello schieramento di centro sinistra IDV e Verdi abbiano mostrato attenzione verso queste istanze, mentre il partito maggioritario, il PD, e i suoi referenti locali, tacciano;
e come, per finire, solo un candidato alla Presidenza, abbia risposto, ma non i molti candidati al consiglio regionale che lo sostengono e che in questi anni hanno avuto più di una responsabilità nella gestione della cosa pubblica.
Per il resto, vedremo dopo le elezioni...
Resisteremo un minuto in Più!
Concordo con il taglio e con i contenuti della lettera aperta da voi inviatami. Ritengo anch'io che oggi sussistano le possibilità di coadiuvare una rigorosa politica di rispetto dei beni comuni e di salvaguardia ambientale e del territorio con una politica del lavoro e del reddito che possa redistribuire ricchezza alle persone e che si ponga quale antidoto alla crisi e alle rapacità delle speculazioni di ogni genere. Serve anche un sano realismo delle priorità e dei modi per scardinare un sistema di potere che è penetrato in ogni ganglo dei sistemi di sfruttamento del territorio: è difficile e meramente declamatorio dire oggi no a tutto, come semplicemente dirlo senza armarsi per farlo. E' d'altra parte importante opporsi alle grandi devastazioni e aprire verso soluzioni diverse, alternative possibili e percorribili. Percorsi difficilissimi, non privi di contraddizioni, ma che meritano di essere sperimentati. Per questo va sostenuto il PEAR e osteggiato il progetto delle megacentrali API. Per questo simili istanze vanno riportate fin dentro il sistema di governo, cui tra l'altro anche dagli scranni delle opposizioni istituzionali si è comunque partecipi. Impossibile per tutti lavarsene le mani, quindi. Necessario che i movimenti sappiano penetrare fin dove, alla fine, in ultima istanza, si decide. I molti punti della vostre lettera aperta rivelano un lavoro sul territorio puntuale e ricco, esprimono le esigenze reali di una comunità che si estende ben più in là di Falconara. Sarà mio impegno, comunque vada, quello di unire la mia voce alle vostre, perchè cresca questo grido di dignità rispetto e difesa della nostra terra.
Vi saluto e ringrazio,
Maiolatesi Gilberto (Verdi)
Vi ringrazio per avermi inviato la vostra lettera aperta che tratta con estremo rigore le questioni ambientali più rilevanti di questo piccolo territorio connotato come aerca. Condivido pienamente le posizioni e le scelte da voi espresse che, per altro, sono state e tuttora sono anche le mie. Nel mio impegno per anni ho rappresentato nel Consiglio Comunale di Chiaravalle una voce stonata che, insieme a pochi altri, si è opposta tenacemente al degrado territoriale che caratterizza purtroppo ancora oggi questo territorio. Non voglio arrendermi e mi auguro che con il sostegno e la solidarietà di tanti come voi sia possibile modificare la grigia realtà che da anni condiziona pesantemente stili e modi di sviluppo. Sono disponibile, se lo riterrete opportuno, ad iniziare un percorso insieme per rendere migliore la vita di noi cittadini. Un abbraccio
Rocchetti Ivano (IDV)
Carissimi credo che il modo migliore di farvi conoscere il mio punto di vista rispetto ai quesiti da voi posti sia inviarvi la lettera con cui ho risposto alle sollecitazioni del sindaco di Falconara appunto sulla situazione ambientale della zona in questione. Del resto un confronto chiaro su questi temi c'è stato proprio con il Coordinamento Aerca alcune settimane fa. In ogni caso l'impegno su queste tematiche è assicurato da quello che in questi anni ho fatto come amministratore, prima a Grottammare da sindaco, poi alla Provincia di Ascoli come Presidente. Impegno che speriamo possa proseguire in consiglio regionale dopo il 29 marzo.
Cordiali saluti
Gentile sindaco mi chiede quale potrà essere il mio impegno per la città di Falconara. La mia risposta è alquanto semplice quanto chiara. Il mio impegno sarà in perfetta sintonia con quello dei cittadini falconaresi che riuniti in associazioni e comitati in questi anni non si sono fermati solo a denunciare la pericolosità della presenza della Raffineria Api che ha fatto di tutta l’area la seconda in Italia per pericolosità (seconda solo a Gela), ma hanno delineato la possibilità di puntare su una riconversione di tutta l’area. Un progetto che non necessariamente si contrappone all’attuale proprietà della raffineria visto che la stessa in altre zone della nostra regione, vedi Tolentino, ha decisamente virato verso le energie rinnovabili. Dunque si tratta di mettere mano ad un grande piano di risanamento che coniughi il sacrosanto diritto dei cittadini a vivere in un ambiente sano, evitando che li si esponga a rischi pericolosissimi per la loro salute, come dimostra la recente indagine epidemiologica condotta dall’Arpam che, seppur parziale e non esauriente denota una presenza allarmante di casi di tumore, con l’altro fondamentale diritto all’occupazione, una buona occupazione. Non si possono fare, caro sindaco, patti sopra la testa dei cittadini. Quindi posso condividere la richiesta che i proventi relativi all’accise sul petrolio non vadano solamente a Roma e in Regione, ma una parte venga dirottata verso il Comune di Falconara,, ma deve essere chiaro che queste risorse devono essere utilizzate per i necessari interventi di mitigazione della nocività ambientale, e soprattutto non possono essere il motivo per giustificare una presenza, come quella della raffineria, assolutamente negativa. Di conseguenza riterrei sbagliato barattare i disagi e i rischi per la popolazione con le compensazioni di carattere economico, magari per risanare il bilancio comunale scambiando la salute della comunità con l’accise proveniente dalla vendita del petrolio. Si può puntare sullo sviluppo senza per questo continuare a proporre un modello industriale oggi, come Le è noto, irreversibilmente in crisi. Del resto ormai autorevoli studi stanno a dimostrare come il petrolio non possa essere il futuro per quanto riguarda l’energia e molti paesi europei, Germania in testa, si stanno da tempo indirizzando verso le rinnovabili. Anche nella nostra regione, seppur faticosamente, l’orientamento va nella stessa direzione, come indicato dal Pear. Ecco perché non pensare a Falconara come uno dei futuri distretti delle energie rinnovabili? Economia verde, turismo sostenibile potrebbero essere l’alternativa di fronte alla crisi che stiamo vivendo. Del resto proprio nell’area della Vallesina ormai ci sono diverse imprese che stanno puntando sulla cosiddetta green economy
Mi auguro che anche Lei ne convenga.
Cordiali saluti
Rossi Massimo (SEL)
Salve a tutti
Rispondo per correttezza dicendo che anche in occasione dell'incontro tenutosi al Pergoli condivido appieno le vostre intenzioni espresse da me direttamente in quell'occasione. Mi dissocio da quei candidati che solo in occasione delle elezioni si sono resi disponibili usando in maniera strumentale ed a fini prettamente elettorali quell'incontro ed un'altro svoltosi precedentemente. Credo che quello da me sopra scritto sia condivisibile dai più che da sempre si battono in prima persona per la causa di tutta area ad alto rischio. Inquietante l'assenza del maggiore partito di opposizione.
Per il resto non mi rimane che esprimere estrema gratitudine per quello che fate e sarò onorato di poter quanto prima condividere con voi ulteriori battaglie democratiche a prescindere dalle elezioni.
In fede
Ulisse Maurizio (IDV)
Lettera aperta per le elezioni regionali 2010
Lettera aperta ai candidati alla Presidenza della Regione e ai candidati
dell'AERCA e di Falconara al Consiglio Regionale delle Marche
Le elezioni, per noi semplici cittadini riuniti in assemblea permanente, non sono il nostro luogo privilegiato. Né ambiamo che lo sia. Non può esserlo per quanti in questi due anni di attività si sono spesi in modo disinteressato, trasparente e trasversale in manifestazioni, dibattiti, informazione dal basso, partecipazione diffusa. Non possiamo però affermare che non ci interessi, non ci riguardi. Perchè alla fine, dopo tutto, saranno quanti verranno eletti ad avere l'onere delle responsabilità, a porre la propria firma su quanto deciso e votato. In questi due anni di movimento pensiamo di aver contribuito alla discussione, alimentato il tessuto democratico del territorio, arricchito noi stessi come persone e cittadini attivi. Con molti personaggi del mondo della politica, locale e regionale, di opposizione e di maggioranza (che comunque riteniamo egualmente responsabili e partecipi del governo del territorio...), ci siamo incontrati e scontrati. Oggi siete voi candidati però a sottoporvi al giudizio e alla prova del consenso. Domani, torneremo ad incontrarci e a scontrarci. Ci sembra perciò giusto e necessario fare presente a tutti i candidati a queste elezioni regionali, soprattutto ma non solo a quelli falconaresi, le tematiche che in questi hanno abbiamo sollevato e posto all'attenzione pubblica.
Non si tratta di una richiesta di adesione, non ci interessa strappare fugaci promesse elettorali, solitamente quanto repentinamente disattese, non siamo un partito politico, siamo altro, ed in altro modo intendiamo rapportarci alla politica. Ogni candidato, in sua coscienza, può trattare questa lettera aperta come crede: può leggerla, non leggerla, tenerla in considerazione o meno, rispondere prima del voto, oppure dopo. Con le parole, con i fatti, con entrambi. Tutti sappiano però che nel momento successivo alla chiusura delle urne, una volta espletati tutti i riti formali del caso , allora sarà la realtà a tornare con prepotenza, e con essa i suoi problemi, e speriamo anche alcune soluzioni, e di conseguenza, noi e il nostro agire.
Arrivederci.
Assemblea Permanente NoCentraliAPI www.nocentraliapi.noblogs.org
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I PUNTI DELLA LETTERA APERTA:
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Chiaro e inequivocabile diniego da parte della Regione Marche alle nuove mega centrali API, che si sommano a quella esistente e alla raffineria, come ad ospitare nel proprio territorio regionale altre simili, obsolete e inquinanti installazioni di produzione energetica, da San Severino a Corinaldo. Rifiuto di nuove Valutazioni Impatto Ambientali e diniego in sede di Conferenza di Intesa Stato/Regioni per i procedimenti pendenti.
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Tutela della salute pubblica: le rilevazioni della Rete di monitoraggio qualità dell’aria della Provincia di Ancona attestano come nei soli primi due mesi del 2010 la Città di Falconara abbia già superato i 35 limiti di sforamento della concentrazione di pm10 e pm2,5 nell'aria consentiti per l'intero anno. Ma la situazione, sempre leggendo i dati, è tutt'altro che circostanziale, bensì generalizzata: il problema coinvolge tutti da Ancona a Senigallia, da Chiaravalle a Jesi. Il recente studio di Legambiente Mal'aria di città 2010 ci informa che Ancona è la terza Città più inquinata d'Italia, su 88 monitorate, seconda solo a Napoli e Torino. La prima parte dello studio epidemiologico presso le popolazioni di Falconara e comuni limitrofi, commissionato dalla Regione Marche all'Istituto nazionale tumori di Milano, presentata nel gennaio del 2009, attende ancora i nuovi finanziamenti per poter essere concluso. Lo stesso comitato regionale di partecipazione attiva, previsto dallo studio epidemiologico stesso (Decreto n° 10/DP4 del 16 Marzo 2005 del Direttore del Dip. Territorio e Ambiente della Regione Marche) è stato scarsamente valorizzato. Giacciono agli atti della regione Marche, senza risposta, due audizioni molto importanti alle seguenti commissioni: 03/12/09 Commissione consiliare V Sanità; 13/01/10 Commissione consiliare IV Ambiente e Territorio. La nostra Regione di fatto è ancora manchevole di un registro tumori regionale, mentre la costituzione del paventato Osservatorio Epidemiologico Ambientale è al momento pressocchè rimasto solo sulla carta, fermo all’interno delle strutture sanitarie alle dipendenze dell’Assessorato regionale alla Sanità. Si richiede la massima attenzione al tema della salute e al rapido finanziamento degli studi e delle strutture di monitoraggio, di informazione e prevenzione.
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Applicazione del PEAR vigente, per quanto riguarda il risparmio energetico, l'applicazione delle energie rinnovabili e la microgenerazione diffusa. Stimolare Terna SPA ad una politica orientata alla modernizzazione della rete, riduzione delle dispersioni, filiere corte energetiche, rapporti virtuosi con la microgenerazione sul territorio. Sostegno e incentivi allo sviluppo delle energie rinnovabili, in linea con l'ormai ampia e vigente legislazione europea, da parte di privati, enti locali e imprese, quale volano di produzione di energie pulita e nuovi posti di lavoro. Oltre alla diffusione di fotovoltaico ed eolico, riteniamo che ogni altra forma di energia alternativa ai combustibili fossili, vada considerata, purchè limitata alla microgenerazione ed in rapporto ad una filiera corta locale concertata con le associazioni di categoria e con i cittadini.
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Pieno rispetto del Protocollo di Intesa siglato dalla Regione Marche con API Raffineria nel giugno 2003 riguardo alla bonifica del sito di interesse nazionale, al rispetto del Piano regionale di assetto idrogeologico, all'abbattimento dell'inquinamento dell'aria, del suolo e acustico, alla presentazione, e discussione con gli enti pubblici, ogni cinque anni di un piano di sviluppo industriale strategico, economicamente compatibile, che salvaguardi l'occupazione, e che punti alla riconversione in polo energetico ambientalmente avanzato.
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Decisa applicazione del Piano di Risanamento dell'AERCA del 2005, a dieci anni dalla dichiarazione per legge, di questa area vasta di 85 kmq e con oltre 200 mila abitanti, a rischio di crisi ambientale. Oltre alle attività di monitoraggio e controllo dei livelli di inquinamento industriali dovuti alla viabilità, va dichiarata una decisa moratoria all'installazione di altri impianti a combustibili fossili ed una riconversione degli esistenti, una politica urbanistica ed edilizia, pubblica e privata, residenziale e non, che guardi ai nuovi mercati della bioedilizia e bioarchitettura, ed una viabilità ridisegnata secondo gli esempi già altrove applicati della mobilità sostenibile.
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Oggi è possibile coadiuvare una rigorosa politica ambientale e di tutela del territorio con quella di sviluppo economico nello strategico settore energetico, con positive ed evidenti ricadute sulla produzione di ricchezza diffusa e creazione di nuovi posti do lavoro: gli impegni che vincolano l'Italia all'Unione Europea e al Trattato di Kyoto richiedono che entro il 2020, in un decennio, il nostro paese passi dall'attuale 17% al 30% di quote verdi dei consumi elettrici, pena ulteriori sanzioni economiche che si sommano a quanto già stiamo pagando per le inadempienze pregresse. Altri Paesi sono stati più lungimiranti, molti altri si stanno già muovendo. Il governo nazionale a breve dovrà predisporre le quote verdi che ogni regione dovrà rispettare per raggiungere l'obiettivo generale. In Italia dal 2002 al 2009 le produzioni da energie rinnovabili hanno fatturato oltre 5 miliardi di euro al netto dell’import e degli investimenti e creato oltre 20000 posti di lavoro, a fronte della crisi e della stagnazione delle produzioni da combustibili fossili. L'Aerca, che è stata il fulcro dello sviluppo industriale e il centro direzionale delle Marche come le abbiamo conosciute fino ad oggi, ha l'improcrastinabile possibilità di porsi, con una riconversione intelligente, rispettosa del presente, e che guardi al futuro, un nuovo polo di produzione energetica pulita e di sostegno alla crisi occupazionale.
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Diniego alle richieste di installazione di rigassificatori offshore sulle coste marchigiane, da Falconara a Portorecanati, elementi di aggravio dei già compromessi livelli di sostenibilità ambientale, di sicurezza del territorio, e strumenti inutili ai fabbisogni energetici nazionali.
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Una gestione del ciclo dei rifiuti che si ispiri alle esperienze ormai conclamate di "rifiuti zero": riduzione, riuso, riciclo, raccolta porta a porta, tariffa a consumo, quali valide alternative ad ogni ipotesi di incenerimento e termovalorizzazione.
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Indisponibilità ad ospitare impianti nucleari o di smaltimento di scorie radioattive.
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Riteniamo necessario che sulle tematiche esposte si sensibilizzino in modo trasversale, partecipato e trasparente i parlamentari nazionali ed europei che rappresentano le Marche per attivare in tutte le sedi, politiche, amministrative e giudiziarie, le iniziative conseguenti.
Assemblea Permanente NoCentraliAPI
Sabato 27: "La questione energetica nelle Marche"
Promuovono:
Ambasciata dei Diritti Falconara
Assemblea Permanente NoCentraliAPI
Movimento a difesa del consumatore Marche
All'incontro interverranno, insieme alle associazioni proponenti, la Direzione della della rivista Prisma ed alcuni degli Autori che hanno partecipato alla redazione del numero presentato:
Gianni Silvestrini, Direttore scientifico del Kyoto Club e della rivista QualEnergia;
Fabio Polonara, Professore dell'Università Politecnica delle Marche;
Maurizio Di Cosmo, Segretario regionale della CGIL Marche.
A seguire dibattito aperto.
Per maggiori info:
www.falkatraz.noblogs.org
ambasciatadeidiritti@inventati.org
nocentraliapi@inventati.org
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Questa iniziativa nasce dalla partecipazione di alcuni degli organizzatori al numero 3 della rivista "Prisma, economia, società lavoro", redatta dall'istituto di ricerca regionale Ires Marche, con un articolato commento sul numero monografico che tratta della "questione energetica nelle Marche (che trovate a questo link).
A seguito di questo invito ci è sembrato naturale organizzare un momento informativo e di confronto su una questione attuale e spinosa, per evitare che tematiche così fondamentali restino appannaggio degli "addetti ai lavori", e promuovendolo anzi in uno spazio non accademico e indirizzato alla cittadinanza.
In un periodo di forti cambiamenti, anche ma non solo dettati dalla crisi globale in atto, la questione energetica assume una rilevanza strategica e si pone come uno di quegli aspetti capaci di coinvolgere e rideterminare ambiti generali e centrali che riguardano lo sviluppo produttivo, la qualità della vita, la sostenibilità ambientale, la distribuzione di risorse, l'effettiva democraticità di una comunità.
La recente Conferenza ONU sul clima COP 15 di fine 2009, al di là dell'incapacità di formulare un accordo politico vincolante per proseguire sulla strada aperta dal trattato di Kyoto, ha rilevato due assi di discussione futura unanimemente condivisi.
Lo sviluppo storico con cui la modernità ha cambiato la faccia del mondo, la produzione industriale legata ai combustibili fossili, è ormai sul punto di esaurirsi. Il suo complesso lascito consiste anche in danni incalcolabili alla biosfera ed al nostro ecosistema che mettono a repentaglio il nostro futuro e con i quali dovremmo già da ora fare i conti. Allo stato attuale la produzione da combustibili fossili non solo pecca per la sua nocività ambientale, ma rappresenta uno dei fattori economico-finanziari responsabile della crisi in atto: oltre ad inquinare, non produce più ricchezza. Tutte le delegazioni nazionali, benchè restie ad accettare una autorità garante e vincolante, che dall'esterno detti le regole in materia (per ovvi interessi sovrani e per evitare che attraverso l'istituzione di organismi sovranazionali alcune superpotenze riescano ad influenzare e dirigere le politiche nazionali anche oltre l'attuale...), hanno comunque presentato propri programmi di investimento sulle fonti rinnovabili e sull'energia pulita per il presente ed il prossimo futuro. Si tratta di tutt'altro che scelte di facciata: l'economicità, la diminuzione dei costi collaterali e degli sprechi, la creazione di nuovi mercati e di nuovi consumi, la capacità di riassorbire, di ricollocare, di creare da zero nuovi posti di lavoro (già dallo stato attuale in percentuali superiori rispetto ai vecchi impianti a combustibili fossili...) sono ormai dati di fatto e non più possibilità o sperimentazioni marginali. Anche i grandi inquinatori globali, gli USA, la Cina, gli stati asiatici e il Brasile, sono saliti sul treno delle rinnovabili.
L'Unione Europea lo è già da tempo, non tanto per questioni ideali, ma soprattutto materiali: soffrendo ormai la competitività internazionale asiatica, mediorientale e americana e rischiando di rimanere fortemente dipendente in materia energetica dall'estero (nella raffinazione del petrolio e nella combustione combinata del gas i ridotti standard ambientali, del costo del lavoro, e dei diritti democratici, consentono a Cina India e altri di installare megapetrolchimici e raffinerie e traspostare in mezzo mondo i propri prodotti a prezzi ridotti e competitivi rispetto a quelli di produzione interna...) l'Europa è all'avanguardia nelle nuove tecnologie e produzioni legate al cosiddetto "capitalismo verde".
Anche a livello istituzionale si sta imponendo una nuova legislazione europea di incentivi e sanzioni (quanto paghiamo per i ritardi sul protocollo di Kyoto...)per spingere in questa direzione, che premierà i virtuosi e penalizzerà ancor più le economie nazionali ancora ancorate a conservare interessi ormai corporativi ed economicamente non più funzionali.
In quest'ottica l'Italia rischia la parte del fanalino di coda: l'attuale politica governativa non solo non incentiva il campo delle rinnovabili ma rilancia, oltre alla scelta nuclearista, che prevede tra l'altro tempi lunghi di implementazione (almeno un ventennio), su scelte conservatrici di tutt'altro tipo: il carbone, le centrali elettriche a metano, i rigassificatori. Di questi ultimi in Italia ne sono previsti 11 (4 nelle sole Marche), di cui alcuni applicando tecnologie scarsamente sperimentate a dagli elevati rischi (rigassificazione off-shore). Se consideriamo che un territorio sconfinato come gli Usa ne hanno solo 4, e che questa scelta tecnologica è avallata unicamente da quei paesi per cui questioni geografiche e morfologiche rendono di difficile applicazione l'approviggionamento via gasdotto, non possiamo non considerare la scelta di trasformare l'Italia nella piattaforma europea del gas, in alternativa ai gasdotti asiatici, sia come minimo avventata...
In questo scenario la Regione Marche ha da tempo assunto una posizione chiara con il PEAR, il piano energetico ambiantale regionale approvato nel 2005, che prevede l'incentivo del risparmio energetico, delle fonti rinnovabili e della microgenerazione e produzioni diffusa di impianti di piccola e media taglia. Meno chiara la situazione quando si passa dalla dalle parole ai fatti. L'applicazione del piano, in questo primo quinquennio si è scontrata con lungaggini ed inefficienze amministrative, con il disinteresse della classe politica, con resistenze localistiche, e con la pressione degli interessi corporativi, restii a scelte innovative a votate al cambiamento.
A tutto questo si aggiunge la questione dell'AERCA, della Vallesina come il fulcro direzionale e produttivo delle Marche, che reclama da dieci anni opere di bonifica e compatibilità ambientale e non ulteriori impianti e infrastrutture inquinanti e non più sostenibili. Richieste tanto legittime quanto ancora pesantemente disattese...
Buy Marche Card: l'API si compra anche la verità
(clicca sull'immagine per ingrandirla)
Questa mattina, venerdì 19 febbraio una nutrita delegazione di una cinquantina di partecipanti dell'Assemblea Permanente NoCentraliAPI, ha organizzato una incursione informativa nel centro di Ancona per rendere pubblico e censurare l'iniziativa dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche "Buy Marche Card".
Con volantini, megafoni ed uno striscione con scritto "Buy Marche Card:l'API si compra anche la verità", i manifestanti hanno animato il centro cittadino nelle ore mattutine.
(Continua)
20 febbraio: NOI NON PARTECIPEREMO
LA MANIFESTAZIONE DEL 20 FEBBRAIO IN ANCONA NON RAPPRESENTA I MOVIMENTI DAL BASSO DELLE MARCHE.
Per un futuro energetico diverso e compatibile con il nostro territorio:
NO alle megacentrali, SI alle energie rinnovabili
Noi non parteciperemo alla manifestazione organizzata per il 20 febbraio in Ancona dal sedicente Coordinamento dei Comitati Marchigiani “Marche per Rifiuti Zero”, che diffidiamo a parlare a nostro nome e ad autodichiararsi rappresentanti dei comitati cittadini delle Marche.
Noi non parteciperemo perché non siamo quelli del “NO” a tutto. La nostra opposizione alle megacentrali a combustibili fossili, ai rigassificatori, al nucleare intende proporre una prospettiva altra, un diverso progetto di società, di economia e di approvvigionamento energetico. Un progetto che si basa sul risparmio e la generazione distribuita di energia, che accetta e promuove il fotovoltaico in tutte le sue forme, l'eolico, l'idroelettrico.
...
Noi non parteciperemo perché non siamo quelli che, in nome del diritto alla salute dei cittadini, si contrappongono a chi difende il posto di lavoro senza farsi carico di cercare e proporre soluzioni che salvaguardino l'occupazione.
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Noi non parteciperemo perché non condividiamo, nei modi e nei contenuti, l'atteggiamento di chi mescola le rivendicazioni dei cittadini e le candidature elettorali.
Questo non significa che staremo alla finestra in questo momento di scelte e decisioni importanti: oltre alle iniziative che seguiranno in questi giorni, invitiamo tutti all'incontro che si terrà sabato 27 alle ore 17 al Centro Pergoli di Piazza Mazzini (Falconara) intitolato “La questione energetica nelle Marche” (locandina dell'incontro e depliant informativo 1 2). Presenteremo il numero 3/2009 della rivista "Prisma, economia, società, lavoro" dell'Istituto di ricerca regionale IRES Marche.
Parteciperanno, tra gli altri, la direzione dell'IRES Marche, Gianni Silvestrini (direttore scientifico di QualEnergia e di Kyoto Club), Fabio Polonara (Università Politecnica delle Marche), Maurizio di Cosmo (Segretario generale CGIL Marche).





